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Questo esperimento è semplicemente incredibile. Ne sono venuta a conoscenza dal canale YouTubeL’inspiegabile” di cui vi ho già parlato in articoli precedenti. L’ “Effetto Lucifero” sarebbe una condizione che si viene a creare all’interno di una persona sottoposta a determinati stimoli… e che manifesta i peggiori sadismi dell’uomo.

L’esperimento

L’incredibile esperimento prende il nome di “esperimento carcerario di Stanford“. Nel 1971 Philip Zimbardo volle indagare in maniera approfondita la natura umana. Condusse quindi uno studio nell’Università di Stanford, California, durante un periodo di interruzione delle lezioni. Vennero reclutati 24 studenti volontari che si sottoposero ad un test che provava che conducessero una vita senza eccessi e che non avessero problemi psicologici di alcun genere. L’esperimento sarebbe dovuto durare 14 giorni, ma al 6° giorno, Zimbardo fu costretto ad interrompere lo studio a causa dei risultati scioccanti. Nel seminterrato della scuola era stata costruita una finta prigione dotata di celle, spazio per le guardie, una cella di isolamento e un cortile. Il ruolo di carcerati e guardie è stato affidato ad una monetina, quindi la scelta fu assolutamente casuale. La prigione fittizia venne così abitata da 12 carcerati e 12 guardie. I carcerati dovevano rimanere in cella 24 ore al giorno, mentre le guardie dovevano fare turni da 8 ore a gruppi di 3 e poi potevano tornare a casa. Solo 2 giorni dopo l’inizio dell’esperimento, i detenuti cominciarono a protestare per le loro condizioni in cella, si strapparono i vestiti e si chiusero nei loro spazi. Come risposta, le guardie cominciarono ad adottare comportamenti violenti dal punto di vista fisico e verbale. I detenuti erano costretti a cantare canzoncine per ore, a pulire le latrine con le mani e a fare i propri bisogni all’Interno di secchi. Dopo un fallito tentativo di fuga da parte del prigionieri, prontamente sventato dalle guardie, la situazione degenerò notevolmente: i soggetti cominciarono a mostrare segni di dissociazione, sadismo, crisi emotive e psicologiche. Ad un detenuto comparve un’eruzione cutanea dalle origini psicosomatiche. Altri detenuti, cominciarono a comportarsi come prigionieri modello, probabilmente per passare quanto più indenni attraverso quella situazione.

Zimbardo fu quindi costretto ad interrompere l’esperimento, ma i risultati erano molto chiari. È possibile che persone normali possano trasformarsi in sadici carnefici? Sì: è l’ “effetto Lucifero”. Nel corso dell’esperimento vennero individuati 3 fattori importanti.

  • De-individuazione: quando un individuo si sente parte di un gruppo predominante, essi non agisce più coscientemente e come singolo. Quindi, se il gruppo usa violenza il singolo si sentirà in diritto di usarla a sua volta.
  • Autorità: può diventare un fattore legittimante e fare compiere ad un soggetto determinate azioni sotto un preciso ordine.
  • Ruolo istituzionale: non sussistono vergogna, paura e pentimento se c’è un ideale comune ritenuto giusto.

Alle guardie era semplicemente stato detto di fare rispettare l’ordine. Si osservò che le guardie costituirono un unico fronte violento e che i detenuti si annullarono come individui. L’aspetto più scioccante è che tutto questo avvenne in un luogo controllato dove i soggetti erano coscienti di fare parte di un esperimento. L’ “esperimento carcerario di Stanford” evidenziò come persone comuni e corrette possano diventare spietati carnefici.

“Effetto Lucifero”: può essere una spiegazione scientifica plausibile per la crudeltà umana?

Gli scempi del nazismo e del comunismo (per citare i più famosi casi di efferatezza umana) sono solo alcuni esempi che ci mostrano fino a dove possa spingersi la crudeltà umana. Quindi l’ “Effetto Lucifero” può essere considerata un’opzione scientifica plausibile che spieghi la cattiveria di alcune persone, stimolate e vissute in un determinato ambiente? Evidentemente sì. Questo eccezionale e inquietante esperimento sottolinea come un individuo possa diventare vittima o carnefice a seconda della condizione in cui si trova e può decidere di ribellarsi o annullarsi (per quanto riguarda i carcerati) oppure di diventare violento e spregiudicato (per quanto riguarda le guardie). Queste dinamiche potrebbero quindi, ad esempio, spiegare come mai le SS diventarono così effettuate? Tra di loro ci saranno stati dei soggetti sani e tranquilli che si sono trasformati in sadici carnefici? Potrebbe spiegare la sensazione di ribellione o annullamento provata, ad esempio, dagli ebrei durante la II Guerra Mondiale?

Un esperimento incredibile che non si può ripetere

È evidente che, se non verranno effettuati studi più approfonditi e prese migliori precauzioni, l’ “esperimento di Stanford” non potrà essere ripetuto. Esso, però, racchiude molti aspetti legati alla molteplicità umana: la sofferenza fisica, la mutazione psicologica, la cattiveria ingiustificata. Sarebbe davvero interessante replicare l’esperimento dell’ “Effetto Lucifero”. Speriamo che con il progredire degli studi sulla mente umana si possa arrivare a replicare l’interessante esperimento…senza giungere a tragiche conclusioni.

Monica Giulia Cantù
Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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