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È Paolo Del Debbio, conduttore del programma “Dritto e Rovescio” in onda su Rete 4, a continuare a fare servizi sul sabotaggio del Made in Italy. Ora, ad essere accusati di “danneggiare la salute” sono i salumi italiani… e non solo.

Il “nutri-score”: gli assurdi parametri di valutazione degli alimenti

In Francia è da poco entrato in funzione il nuovo sistema di valutazione degli alimenti, il “nutri-score”. I prodotti dei supermercati ricevono una valutazione che viene espressa mediante lettere, dalla A (verde) alla E (rosso). Più il prodotto si avvicina ad A più è sano, se si avvicina a E, invece, viene considerato scadente. L’inviata si è recata a Nizza in un supermercato e ha mostrato alcuni dei prodotti e i loro punteggi. I bocconcini di pollo da scaldare al microonde e le patatine fritte sono contrassegnati con la lettera A. Una confezione di Prosciutto di Parma ha ottenuto la lettera D, mentre una marca di salumi francesi ha ottenuto una B. Il Grana Padano, marchio tra i più rinomati al mondo, è stato contrassegnato con la lettera D. Come non definire questa classificazione un affronto al Made in Italy? E poi, chi ha deciso questi parametri? Sulla base di quali dati sono stati stabiliti questi livelli di qualità?

Ora altri paesi dell’Unione Europea vorrebbero adottare questa valutazione: Belgio, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna (e Svizzera). Queste nazioni hanno eletto a un comitato tecnico-scientifico incaricato di stabilire i colori degli alimenti. Molti dei membri lavorano per enti dei vari ministeri dei paesi di cui fanno parte.

L’affronto del mondo intero

Oltre ai dazi imposti dall’ex presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump sui prodotti italiani, l’affronto alle nostre specialità continua. Questa volta, però, è l’Europa stessa a cercare di affondarci. Questo ha qualcosa di grottesco posto il fatto che l’Unione Europea è nata con l’intento di creare un insieme di paesi liberi ma uniti. Il sabotaggio è evidente. Il mondo intero ci riconosce come la nazione del “buon cibo” ed è chiaro che questo debba cambiare per l’UE. Il caso era già scoppiato con la tentata omologazione di tutti i formaggi prodotti nella comunità europea e quindi abbiamo rischiato di dover dire addio alla nostra moltitudine di formaggi. Se tutto il mondo ama i nostri prodotti, come crede di soddisfare la “voglia d’Italia” se il nostro settore alimentare verrà distrutto?

I salumi italiani “danneggiano la salute”: opinionisti contro la loro patria

Tra gli opinionisti e i politici sono in molti a sostenere la “pericolosità” dei nostri prodotti, amati e imitati (con scarsi risultati) in tutto il mondo. Secondo le loro teorie, le filiere che producono tali prodotti contribuirebbero in modo notevole all’inquinamento. Inoltre alcuni studi (spesso smentiti) avviserebbero che i salumi sono dannosi per la salute e quindi sopra i nostri magnifici prodotti, rischieremo di trovare presto l’etichetta “nuoce alla salute” come sulle sigarette.

Non scherziamo…

Davvero vogliamo credere che i salumi italiani siano dannosi per la salute? È ovvio che se si mangia solo un alimento non potremmo ricavarne dei beneficiari, ma questo vale per ogni tipo di prodotto. Davvero l’inquinamento globale è colpa delle filiere italiane che producono alcuno dei migliori prodotti del mondo? O forse è colpa di una sovrappopolazione mondiale e ad un aumento del bisogno di benessere? Siamo seri. l’Italia è un paese “giovane” che ancora conserva la bellezza delle sfaccettature del suo territorio. Spesso, a produrre i nostri alimenti più apprezzati sono realtà piccole e tramandate di padre in figlio. Il nostro è il solo paese al mondo ad avere una tale concentrazione di varietà culinarie, vogliamo lasciarci affossare così?

Monica Giulia Cantù
Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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