0

Domenica 23 maggio il Piemonte cominciava a respirare dopo le chiusure per Cobid-19. La giornata spensierata, però, ha dato origine alla strage della funivia di Stresa: 14 persone hanno perso la vita e un bambino è rimasto orfano. Il motivo? “L’errore umano”… per i soldi.

Il giorno della strage della funivia di Stresa

Il 23 maggio sarebbe dovuto essere il giorno della ripartenza.
Dopo le limitazioni imposte a causa del CoVid-19, la regione Piemonte, con le altre regioni italiane, stava ricominciando a respirare.
Nessuno si aspettava l’ennesima “tragedia annunciata“.
Una cabina della funivia Stresa-Mottarone a Stresa, sul lago Maggiore, è scarrucolata prima di arrivare in cima al monte. Il cavo trainante si è tranciato e il freno non ha funzionato. Il destino ha concatenato una serie di eventi che non ha lasciato scampo a 14 persone. Tra loro un bambino di 5 anni.
Solo uno è sopravvissuto: Eitan, un bambino di 5 anni. Trasportato con urgenza all’ospedale Regina Margherita di Torino con l’altro bimbo che non ce l’ha fatta, Eitan è rimasto solo: sulla funivia era con i bisnonni, i genitori e il fratello. A salvarlo è stato probabilmente l’abbraccio del padre che lo ha protetto dal colpo.

Un’ulteriore vittima si è aggiunta nelle ore successive. Un cameramen di Mediaset ha perso la vita mentre si recava sul monte Mottarone per documentare la strage della funivia di Stresa.

Un'immagine delle autorità giunte sul luogo dell'incidente alla funivia di Stresa
Un’immagine delle autorità giunte sul luogo dell’incidente alla funivia di Stresa

L’inizio delle indagini

Le indagini sono partite immediatamente.
Sono stati subito rintracciati i proprietari dell’impianto che subito hanno cominciato un rimpallo di responsabilità con la Regione Piemonte per una firma mancante su uno dei documenti che attestava il passaggio di proprietà.
A poche ore dalla strage della funivia, uno dei responsabili della struttura ha confessato l’autorizzazione ad un intervento per disattivare meccanicamente il freno di una delle due cabine (quella che è precipitata) che si attivava senza motivo… ma poi il motivo c’è stato.
Era da circa un mese che la cabina era senza freno.
La procura di Verbania ha aperto un’inchiesta per omicidio plurimo colposo e lesioni colpose.

Le confessioni dei responsabili: “Lo abbiamo fatto per soldi”

I responsabili della funivia di Stresa hanno dichiarato di essere intervenuti sulla sicurezza della cabina… per soldi.
L’impianto era, infatti, fermo da mesi a causa dell’emergenza CoVid-19 e del blocco di quasi tutte le attività turistiche.
La funivia faceva “uno strano rumore” da circa un mese.
La soluzione temporanea ha previsto l’allentamento del freno per evitare che questo si azionasse da solo. Hanno dichiarato che fosse una situazione temporanea in attesa di nuovi lavori, da poco terminati, ma non c’è stato abbastanza tempo.
I responsabili hanno dichiarato di aver immaginato che fosse impossibile che la fune cedesse e che quindi la soluzione fosse la migliore. Ma la fune ha ceduto, il freno non si è azionato e la cabina si è schiantata al suolo.

La scarcerazione

Così, le indagini per la strage della funivia di Stresa si sono concluse in un paio di settimane.
I responsabili sono già stati rilasciati e a pagare sono state, ancora una volta, solo le vittime e le loro famiglie. Sarà fatta veramente giustizia?

L’ennesima “tragedia annunciata”: quando impareremo?

Ormai quelle che vengono definite “tragedie annunciate” non si contano più in questo paese.
Quando impareremo? La diga del Vajont, il ponte Morandi, la funivia di Stresa sono solo alcuni degli esempi delle innumerevoli stragi che questo paese ha vissuto. Come potevano vivere tranquilli i responsabili dell’impianto sapendo che, ad ogni viaggio, le vite deli passeggeri della funivia sarebbero potuti morire? Per loro si parla di pena massima, ma chi ridarà la vita alle vittime? Come ridaremo credibilità a questo paese?

Monica Giulia Cantù
Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

27 mila barili di DDT ritrovati nei fondali oceanici della California

Previous article

Frutta e verdura: “prezzi pazzi” e importazioni selvagge minacciano il “made in Italy”

Next article

Comments

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like

More in Economia