1

https://open.spotify.com/episode/7EnDBRJqAAEe09VzHixQ9t?si=UWLPvYBXSXqqiD7J4ileqw&utm_source=copy-link

È notizia di ieri quella del presidente del Consiglio Mario Draghi. Dopo Pasqua al via le riaperture di scuole primarie e asili, ma le attività economiche? Riusciremo a risollevare la nostra economia prima che il pericolo sanitario ci costringa a ulteriori (speriamo di no) chiusure?

Economia: il Coronavirus e le conseguenze economiche

Da quando è iniziata la pandemia da CoVid-19, oltre che di pericolo sanitario si parla anche di pericolo economico. Si stima che sarà il 40% delle aziende italiane a pagare il prezzo più caro e a chiudere per sempre, lasciando voragini nelle produzioni e migliaia di famiglie senza lavoro. Dopo Pasqua riapriranno scuole primarie e asili anche in zona rossa. E le attività economiche? A quando le loro riaperture? Il presidente Draghi ipotizza di protrarre le chiusure fino a maggio. Come si farà con i ristori (ora chiamati sostegni)? Chi dirà ancora una volta a ristoratori, imprenditori, proprietari di palestre, gestori di cinema e teatri….?

Il governo cambia ma gli errori restano

Mario Draghi è persona apprezzata in tutto il mondo e sicuramente, dal punto di vista politico, più preparato di Giuseppe Conte. Gli errori e i ritardi, però, non sono cambiati molto. Bisogna ammettere, per onestà intellettuale, che che Mario Draghi ha l’apprezzamento e l’appoggio dei giornali, cosa che non aveva Conte e questo fa in modo che l’attuale presidente non venga criticato in maniera così pesante. Ora, quello che abbiamo è un governo misto che, per ora, riesce a progredire grazie alla battaglia comune del Coronavirus, ma riuscirà ad andare d’accordo anche dopo oppure cadrà prima della fine del mandato? Le riaperture sono fondamentali per non far morire il paese due volte, dal punto di vista sanitario e dal punto di vista di vista economica.

Si poteva fare diversamente?

Nel 2020, il mondo era in emergenza, ma ora? Adesso la situazione non può più essere definita emergenziale, come dice giustamente il presidente di Fratelli d’italia Giorgia Meloni. Ora si conoscono meglio le dinamiche del virus sulla società e evidentemente, le chiusure a intermittenza non sono una valida soluzione.

C’è chi muore di CoVid-19… e chi di fame

Paolo del Debbio di “Dritto e rovescio” e Mario Giordano di “Fuori dal coro” so sono spesso recati all’associazione di Milanopane quotidiano“. Qui, ogni giorno vengono distribuiti generi alimentari di prima necessità per coloro che non riescono ad arrivare a fine mese. Negli ultimi tempi, il numero dei nuovi poveri è aumentato esponenzialmente e non solo tra gli anziani, ma anche tra coloro che sono in età lavorativa. La frase che spesso si sente, “o si muore di Covid o si muore di fame” è tragicamente vera. Non si può continuare a far chiudere le attività senza aiutarle con le spese, come avviene invece nel resto d’Europa. Gli italiani, se obbligati a chiudere le loro attività, devono essere pagati. Gli italiani, però, vogliono tornare a lavorare e a guadagnarsi da vivere.

Monica Giulia Cantù
Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

L’Italia è indietro: pochi respiratori, terapie intensive inadeguate e mascherine contraffatte

Previous article

“Effetto Lucifero”: il lato demoniaco di ognuno di noi

Next article

1 Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like

More in Economia