0

https://open.spotify.com/episode/7IkTztWuBnAfDfXqc2KXHt?si=Ew41YkHDQTOTr_LEHIodFQ&utm_source=copy-link

Il vaccino è l’unica via di fuga che abbiamo per uscire dal dramma della pandemia da CoVid-19. L’Europa ha gestito molto male l’acquisto in sincrono dei vaccini. Lo Sputnik V è il vaccino russo, testato e adottato da molti paesi, allora perché allora l’Europa si rifiuta ancora di comprarlo?

L’intervista

A “Quarta Repubblica“, un programma di approfondimento politico in onda su Rete 4 condotto da Nicola Porro, è andato in onda, il 12/04/’21, un servizio sul vaccino russo Sputnik V. Ecco riportata l’intervista del giornalista Davide d’Aloiso a Kirill Dmitriev, CEO fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF).

Giornalista: “Quanti paesi stanno usando il vaccino Sputnik?

Kirill Dmitriev: “Lo Sputnik è registrato in 59 paesi, pari a 1 miliardo e mezzo di persone. 40 paesi lo stanno già usando“.

Giornalista: “Quali sono i principali paesi?

Kirill Dmitriev: “Penso che l’Argentina sia uno dei più grandi e poi il Messico“.

Giornalista: “Avete contatti diretti con l’Italia in questo momento?

Kirill Dmitriev: “Sì, certo

Giornalista: “Parlate con il nostro Premier Mario Draghi o con il Generale Figliuolo?

Kirill Dmitriev: “Il governo russo ha un ottimo dialogo con il governo italiano. Inoltre comunichiamo spesso con il vostro ambasciatore che è stato molto disponibile e si è anche vaccinato con Sputnik. Abbiamo anche un dialogo con alcune regioni italiane, quindi abbiamo un buon dialogo con l’Italia e crediamo che l’Italia possa seguire ciò che sta facendo la Germania, cioè avviare una trattativa ufficiale direttamente con noi perché la Commissione Europea non l’ha ancora fatto. Mesi fa abbiamo inviato una lettera ufficiale all’Unione Europea dicendo: vogliamo far partire una trattativa cos come avviene per tutti gli altri vaccini? Ma stanno ignorando la nostra richiesta. Crediamo che un vaccino sia necessario per l’Europa e per l’Italia e che quindi l’Italia possa avviare ufficialmente una trattativa con noi proprio come ha fatto la Germania“.

Giornalista: “Quanti vaccini potreste fornire all’Italia dopo l’approvazione da parte di EMA?

Kirill Dmitriev: “Per l’intera Unione Europea abbiamo a disposizione 50 milioni di dosi, la Germania ha già avviato una trattativa con noi e alla Germania potremmo fornire 20 milioni di dosi tra luglio e settembre. Il resto potrebbe andare all’Italia e ad altre nazioni ed è per questo che abbiamo bisogno di iniziare una trattativa anche con l’Italia e con gli altri stati europei“.

Giornalista: “Esportate più vaccini di quanti ne usiate in Russia, è vero?

Kirill Dmitriev: “No, la percentuale dei vaccini che esportiamo è molto più bassa rispetto a quella di altri paesi. Noi ne esportiamo meno del 10%, il 5, 6% circa, al contrario di molti produttori europei che ne esportano il 60, 70%“.

Dentro la fabbrica dello Sputnik V

Ancora a “Quarta Repubblica” continua ancora l’approfondimento sul vaccino Sputnik V.
A Yaroslavl, Russia, c’è la fabbrica che produce il vaccino Sputnik V.
Al giornalista Davide d’Aloiso è stato mostrato il processo di produzione del vaccino che sarà mostrato all’EMA… fra 2 mesi.
Ogni serie prevede la produzione di 130mila dosi e si sta provvedendo alla costruzione di altri due settori pronti entro la fine dell’anno.
In forma liquida, il vaccino deve essere conservato ad una temperatura di -18°C, in forma solida, finché non viene diluito per la somministrazione, la temperatura ottimale è tra i 2 e 8°C e questo semplifica molto la logistica.

Il Dottor Alexander Gintsburg è un’autorità nel campo della medicina ed è il direttore del “Gamaleya Research Institute of Epidemiologyc“, il centro dove di fatto è nato il vaccino Sputnik V.
Egli afferma che il vaccino è stato registrato in Russia l’11 agosto 2020 e i dati sulla sicurezza risultavano buoni.
Alexander Semikhin è il responsabile tecnico del “Gamaleya Research Institute of Epidemiologyc”. Egli dichiara di aver ricevuto il vaccino Sputnik V a marzo 2020.
Il responsabile dichiara che il vaccino non è stato perfezionato in pochi mesi, ma l’istituto vi lavorava già da 10 anni.
Il vaccino, dopo un anno dalla somministrazione, continua a garantire un’alta percentuale di anticorpi e la sua efficacia è superiore al 91% contro la malattia sintomatica e gli stessi risultati si sono ottenuti sperimentandolo anche sulle varianti.
Non è stato registrato nessun evento riconducibile a trombosi.
Il centro afferma di non essere nuovo a sperimentazioni che seguono la stessa procedura di produzione del vaccino.
Manca ancora, però, un unico ma fondamentale tassello: l’autorizzazione ufficiale dell’EMA.

Il vaccino che l’Europa non vuole

Come mai l’Europa tarda l’approvazione di un vaccino che, è consolidato, funziona davvero? Forse ci sono dei motivi politici?
Certo, la Russia è un paese con un regime totalitario comunista al comando e ha già dimostrato diverse volte di non essere affidabile (il disastro di Chernobyl ne è una prova).
Possibile, però, che nessuno voglia prendere in seria considerazione i dati ufficiali che dimostrano che il vaccino è sicuro e funziona realmente? A quanto viene evidenziato dalle interviste riportate sopra, poi, appare chiaro che la sperimentazione del vaccino è cominciata anni fa, a differenza, probabilmente, degli altri vaccini che invece l’UE ha adottato senza effettuare troppi controlli.
Forse c’è un tentativo di sabotaggio nei confronti della Russia? Forse l’Europa e l’Italia hanno paura, per ragioni storiche, ad “inginocchiarsi” alla Russia? Una cosa è certa: Sputnik V è una risposta che noi non stiamo considerando.

Monica Giulia Cantù
Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

Il disastro AstraZeneca: ancora troppo dubbi sul vaccino

Previous article

Lo “smart working” è utile ma anche invadente

Next article

Comments

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like

More in Salute